Poesia

Su ] La storia ] La citta' ] Itinerari ] La natura ] Cultura e Sport ] Enti ed Associazioni ] Immagini ] Notizie utili ] Messaggi ] [ Poesia ] Link ]

 

 

Pensieri d'amore

 di Orazio Impeduglia

 

Attorno alla meridiana

si snoda il giorno

e al ritmo del pendolo

s’accompagna del leccio

il morbido fruscio

 

un odor di lavanda

la stanza pervade

e vigile si muove

Ella

all’ascolto del tenero respiro

nella culla

 

pensieri d’amore

fasciano l’infante

aleggianti sull’apostrofo

delle rosee labbra

 

 

La spiaggia della quiete

Suggestiva musica dedicata a Sabaudia dal mio fraterno amico e grande musicista Daniele di Vito

scarica brano Real Audio

Altri brani di questo autore sono scaricabili da http://stage.vitaminic.it/daniele_di_vito/
oppure da http://space.tin.it/clubnet/dadivit/

 


Gli occhi di Circe

 di Corrado Calabrò  

Navi come aquiloni,

transumanti ad agosto

per cinerei pianori mare-cielo,

sotto gli occhi di roccia della maga.

Aleggia

sul macigno del Circeo.

 

Dopo la notte insonne

fiotta a singhiozzo, nel pendio pietroso,

la fonte prigioniera di Lucullo.

 

Il cielo è tutto una lavagna vuota,

attonita dell’acqua che la specchia.

 

Come un sasso s'apparta il mio cuore.

 

Pure,

nel bacino del porto intiepidito

piano piano si colma di celesti sopori fumiganti

l’insonnia notturna.

Le barche, finalmente appisolate,

dondolano fianco a fianco, nel pontile.

 

Lenta, a perdita d’occhio,

monta l'albedine,

soffocando d'azzurro mare e cielo.

 

Esala il giorno la sua ora salsa.

 

La privazione di te

ora si stinge, diacronicamente,

in questa vastità senza orizzonte

del mare che nel cielo trascolora.

 

Come un sasso appartato è il mio cuore.

 

      Oh, l'azzurro cancella le galassie!

E più di ogni altra debole

è la forza attrattiva che le lega;

ma nessuna le sfugge, alla distanza.

 

Sasso tra i sassi è per gli altri il mio cuore.

 

Un sasso inanimato sulla roccia:

ma - gemello di quelli che stanotte

piovevano da spazi siderali

con scie incandescenti -

questo sasso conserva per sé solo

la memoria impietrita

d’aver sfiorato il volto di una stella.

 

(poesia tratta dall'opera di Corrado Calabrò "Rosso d'Alicudi" pubblicata dalla Arnoldo Mondadori Editore Spa)


La mia è una città spaziale

   di Rodolfo Carelli  

 

La mia è una città spaziale

per come il cielo la fa da padrone

per come lievita altrove l'anima

rapita in un baleno dalle rampe

di lancio le sue torri emblema

della comunità patrie del cuore

ellissi di un amore conteso

tra due fuochi l'io e il mio Dio


Sabaudia

   di Mario Di Legge

 

Folgorata dal silenzio

si presenta immota all'alba

impronta statica

Di stanziata quiete….

Come vela

s'apre al mare la mia Città!

dalla palude salpata

solca il mare della storia.

Conchiglia alberata

raccoglie echi

di antiche civiltà

e la zolla sterile

dal vomere redenta

l'ha posta al centro

della razionalità moderna.