Poesia
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Pensieri d'amore di Orazio Impeduglia
Attorno alla meridiana si snoda il giorno e al ritmo del pendolo s’accompagna del leccio il morbido fruscio
un odor di lavanda la stanza pervade e vigile si muove Ella all’ascolto del tenero respiro nella culla
pensieri d’amore fasciano l’infante aleggianti sull’apostrofo delle rosee labbra
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La
spiaggia della quiete Altri brani di questo
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di Corrado
Calabrò
Navi come aquiloni, transumanti ad agosto per cinerei pianori mare-cielo, sotto gli occhi di roccia della maga. Aleggia sul macigno del Circeo.
Dopo la notte insonne fiotta a singhiozzo, nel pendio pietroso, la fonte prigioniera di Lucullo.
Il
cielo è tutto una lavagna vuota, attonita dell’acqua che la specchia.
Come
un sasso s'apparta il mio cuore.
Pure, nel bacino del porto intiepidito piano piano si colma di celesti sopori fumiganti l’insonnia
notturna. Le barche, finalmente appisolate, dondolano
fianco a fianco, nel pontile.
Lenta, a perdita d’occhio, monta l'albedine, soffocando
d'azzurro mare e cielo.
Esala
il giorno la sua ora salsa.
La privazione di te ora si stinge, diacronicamente, in questa vastità senza orizzonte del
mare che nel cielo trascolora.
Come un sasso appartato è il mio cuore.
Oh, l'azzurro cancella le galassie! E
più di ogni altra debole è
la forza attrattiva che le lega; ma
nessuna le sfugge, alla distanza.
Sasso tra i sassi è per gli altri il mio cuore.
Un
sasso inanimato sulla roccia: ma - gemello di quelli che stanotte piovevano da spazi siderali con scie incandescenti - questo sasso conserva per sé solo la memoria impietrita d’aver sfiorato il volto di una stella.
(poesia tratta dall'opera di Corrado Calabrò "Rosso d'Alicudi" pubblicata dalla Arnoldo Mondadori Editore Spa) La mia è una città spaziale di
Rodolfo Carelli
La mia è una città spaziale per come il cielo la fa da padrone per come lievita altrove l'anima rapita in un baleno dalle rampe di lancio le sue torri emblema della comunità patrie del cuore ellissi di un amore conteso tra due fuochi l'io e il mio Dio Sabaudia di
Mario Di Legge
Folgorata dal silenzio si presenta immota all'alba impronta statica Di stanziata quiete…. Come vela s'apre al mare la mia Città! dalla palude salpata solca il mare della storia. Conchiglia alberata raccoglie echi di antiche civiltà e la zolla sterile dal vomere redenta l'ha posta al centro della razionalità moderna.
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