Campi
di gioco
All’inizio
dell'attività agonistica federale Sabaudia non possedeva neppure un
regolare campo da gioco all’aperto. Gli venne in soccorso la Scuola
della Forestale, mettendo a disposizione uno dei campi, con il fondo di
asfalto ruvido, adiacente il Brigantino dell’ex Collegio Caracciolo, che
all’epoca pionieristica fungeva anche da spogliatoio.
Quanti
pezzetti di pelle sono rimasti su quel brecciolino lo sa solo Iddio!
Con
la compiacenza dei parroci, si passò sul “più confortevole” (sic!)
mattonato adiacente il Battistero della Chiesa della SS. Annunziata, con
gli spogliatoi nei locali della Parrocchia.
Con
il tempo e la raccolta di fondi, gli stessi atleti realizzarono anche un
impianto di illuminazione notturna per gli allenamenti, che venivano
svolti con ogni condizione meteorologica, anche di sera.
Su
questo campo, oltre che nella piazza del Comune, vennero disputati
numerosi tornei notturni estivi, ospitando squadre di prestigio e che,
ancora oggi, vengono ricordati come i più belli di sempre tenutisi nella
provincia di Latina.
In
seguito, grazie al determinante contributo economico dell'allora
presidente della S.S. Sabaudia, Mario Fabiani, fu realizzato un
mattonato nel prato del cortile dell'I.T.I.S., adiacente il Comune, dove
venne tracciato il nuovo campo da gioco per la pallavolo.
Successivamente
si provvide, con il determinante contributo dei soci della Falegnameria
Veneta e del geom. Antonio Vitaletti in particolare, alla costruzione di
due piccole tribune in cemento armato.
Con
la promozione in serie B e successivamente in A2 fu,
finalmente, realizzata, con fondi della Società e del Comune di Sabaudia,
una struttura coperta pressostatica sullo spiazzo antistante la Scuola
Media “Giulio Cesare”.
In
attesa della costruzione dei cordoli d’ancoraggio e il montaggio del pallone
pressostatico, per una stagione agonistica, le partite della massima
serie furono disputate nella palestra della Scuola di Artiglieria
Controaerei di Sabaudia, che ospitò la squadra sia per le gare che
per gli allenamenti.
Soltanto
nei primi anni ‘90 l’Amministrazione comunale fabbricò l'attuale
palestra per le Scuole medie (impropriamente chiamato “Palazzetto dello
Sport”, di cui ha scarse caratteristiche), che oggi ospita non solo le
gare di pallavolo.
Gli
atleti che hanno lasciato il segno
Sono
molti gli atleti di rilevanza nazionale che hanno militato nelle fila
della Pallavolo Sabaudia. Basti ricordare il vice campione del mondo 1978
e più volte campione d'Italia Claudio Di Coste, i nazionali e
campioni d'Italia con l’Ariccia Alessandro Bianchini e Giancarlo
Vassallo, l'allenatore della nazionale di Beach volley Marco
Solustri, tutti provenienti dal vivaio di Roma.
In
ambito locale si possono ricordare: Walter BERTIE’, primo
allenatore e capitano della squadra, ne fu l'animatore in campo e fuori.
Allenatore autodidatta riuscì, con un gruppo di atleti locali, a portare
la squadra di Sabaudia in serie B, raggiungendo un traguardo mai toccato
prima da nessun club pontino. A suo tempo, egli era considerato uno dei
migliori nel ruolo di “palleggiatore” in Provincia.
Luciano
BERTIE',
uno dei pionieri della Pallavolo Sabaudia. Atleta di elevate qualità
tecniche e di notevole intelligenza tattica, è stato certamente il
migliore atleta della prima generazione; passato dalle tecniche di
allenamento improntate al puro dilettantismo alle attuali sofisticate cure
che offre, ancora oggi, ai giovani emergenti, cui inculca una naturale
fiducia.
Nicola
AVERSANO
atleta di notevolissime doti naturali. Durante la permanenza della squadra
maschile in serie A2 fu giudicato il miglior centrale del campionato,
nonostante la partecipazione di titolati atleti italiani e stranieri di
livello internazionale. Diversi club della serie A1 gli davano la caccia
per farlo maturare e lanciarlo al vertice, ma la sua ritrosia ad
abbandonare Sabaudia e il suo attaccamento alla famiglia ed ai colori
della squadra non gli hanno dato quella notorietà che le sue possibilità
tecniche meritavano.
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